Home » Vaccari (PD): Il Governo cosa intende fare per le etichette sanitarie nel vino?

Vaccari (PD): Il Governo cosa intende fare per le etichette sanitarie nel vino?

by Tito Taddei

Riceviamo e pubblichiamo

Quali iniziative il Governo intende intraprendere in sede europea per contrastare l’iniziativa della Commissione Europea relativa alle avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici e quali iniziative intende adottare per  tutelare l’intera  filiera vitivinicola italiana. Lo chiede al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida il deputato Pd modenese Stefano Vaccari, attraverso un interrogazione formata da tutto il gruppo Pd.

“Il 27 gennaio 2016, l’Irlanda ha notificato alla Commissione europea un pacchetto normativo, ad oggi denominato «Public Health Alcohol Labelling Regulations», finalizzato ad autorizzare l’utilizzo di meccanismi di etichettatura sui prodotti a base di alcol recanti avvisi di carattere sanitario in modo analogo a quanto avviene per i prodotti a base di tabacco”, spiega Vaccari. “Nell’ambito della normativa promossa dalle autorità irlandesi, non viene fatta alcuna differenza tra consumo moderato, responsabile o eccessivo, di sostanze alcoliche, adottando un approccio che sanziona trasversalmente qualsiasi bevanda alcolica, dal vino di qualità al superalcolico. La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori per tutte le bevande alcoliche, vini compresi, è una scelta azzardata e sproporzionata che non tiene conto della specificità del prodotto vino rispetto ad altre bevande, con il rischio di creare confusione verso il consumatore sul rapporto tra alcol, vino e salute. La Commissione europea – continua Vaccari – non ha preso in considerazione la posizione approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento Ue che, nella risoluzione sulla lotta contro il cancro del febbraio scorso, ha categoricamente escluso l’introduzione di sistemi di etichettatura sanitari, come quelli presenti sui pacchetti di sigarette.

Ci troviamo di fronte al tentativo di alcuni Paesi nord-europei di demonizzare settori che rappresentano un patrimonio della nostra cultura e tradizione enogastronomica, con richieste paradossali che peraltro mettono a serio rischio il funzionamento del mercato unico europeo, con i nostri produttori che si troverebbero a dover rispettare norme di etichettatura differenti da un Paese Ue all’altro”.

 

Articoli correlati

lascia un commento

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Continuando cn la navigazione, dichiari di essere d'accordo con la nostra politica della privacy e l'utilizzo dei cookie di terze parti., ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetto Leggi di più