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Forni italiani tornano ai grani antichi e raccontano i territori, con 64 panifici al top

by redazione

Secondo una nuova guida del Gambero Rosso, circa il 10% dei panifici italiani censiti coltivano direttamente i propri grani antichi, riportando in auge questa tradizione e raccontando i territori in cui operano. In totale, sono 64 i panifici italiani considerati al top per il loro lavoro con grani autoctoni e antichi.

Questa tendenza si sta diffondendo in diverse regioni d’Italia. Ad esempio, nel Conero sono stati scoperti alcuni dei forni più antichi d’Europa, ancora operativi all’alba per produrre pane con metodi tradizionali. Anche in Basilicata, il Panificio Cifarelli di Matera produce il celebre pane lucano IGP, tramandando un’antica maestria.

In Valle d’Aosta, diversi comuni come Saint Denis e Gressoney hanno forni collettivi dove gli abitanti si riuniscono per impastare e cuocere il pane insieme, preservando questa tradizione secolare. Analoghe iniziative si trovano in Trentino-Alto Adige, Piemonte e in altre regioni italiane.

Questo ritorno ai grani antichi e alle tecniche tradizionali di panificazione non solo valorizza il patrimonio culturale e gastronomico italiano, ma permette anche di raccontare l’identità e le peculiarità dei territori attraverso il pane, uno degli alimenti più simbolici e identitari per le comunità locali.

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