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Impressioni – La statua di Maradona nata con il piede sbagliato

by Tito Taddei

E’ una vicenda a tratti grottesca quella che si vive in questi giorni , leggendo le prime pagine dei quotidiani di Napoli, sulla offerta/rinuncia ad una statua dedicata a Maradona. Anche se mancano ancora diversi mesi nella città partenopea si muovono in questo periodo diverse realtà artistiche, culturali e sociali in vista del non lontano scudetto di seria A nel massimo campionato di calcio. Su il Nepolista, un arguto giornale di informazione calcistica, appare questa nota. “Cambiano le stagioni, cambia il vento, cambia la vita, cambia il dow jones, cambiano le mode e le donne, ma non si può cambiare il millibar, il polo nord col polo sud, la notte col giorno e, accidenti, non si può cambiare il piede del Divino, il piede sinistro dell’artefice magico, il piede-pennello delle traiettorie futuriste, no, non si può”. Succede che Domenico Sepe, scultore di vaglia e di Afragola, innamorato perso di Diego – sono sempre parole del giornale – l’ha lavorato ben bene con l’argilla e l’ha fuso nel bronzo per un atto d’amore, ma con il piede sbagliato.” Il Divino (con la D maiuscola) calcia con il piede destro, mentre il Campione era mancino. Una svista, forse, ma che viene appunto rimediata dall’artista. Altro capitolo. Detta statua doveva essere posizionata in quanto regalata “ al Comune di Napoli perché la metta davanti allo stadio di Fuorigrotta e, meglio ancora, se sarà posta dove appaiono le squadre per entrare in campo così che ogni azzurro le possa fare una carezza e riceverne un incoraggiamento”. Due giorni fa altro colpo di scena. In una intervista ad un tv locale, Canale 8, nel seguitissimo programma Morning Live,  Emanuela Ferrante, assessore allo sport e alle pari opportunità al Comune di Napoli, si lascia andare a questa dichiarazione: “Purtroppo  attraverso approfondimenti svolti dagli uffici comunali e dalla nostra avvocatura sugli atti, tra l’altro sollecitati dai legali di Sepe, sono emerse criticità ben precise che hanno comportato la revoca dell’accettazione relativa alla donazione della statua nel rispetto del lavoro della magistratura sul caso”. Tradotto:”Anche se vuoi regalarla alla città (la statua) noi te la rispediamo al mittente. L’operazione da benefica è diventata (ora) promozionale. Secondo il Comune, “l’installazione dell’opera presso lo stadio Maradona pare in grado di restituire al donante una utilità non irrilevante in termini di prestigio e di visibilità”. “Siffatta utilità, oltre a stridere con la tipica gratuità della donazione, può risultare appetibile e contendibile da parte di altri artisti e di conseguenza impone il rispetto del principio di imparzialità e il ricorso a procedure di evidenza pubblica”. Lo scultore, che in una intervista al quotidiano la Ragione, parla di “amaro in bocca” e di “danno professionale” provocato dai “modi in cui la vicenda è stata gestita” ha annunciato una conferenza stampa nei prossimi giorni in un noto bar al centro di Napoli per svelare altri dettagli sull’incresciosa situazione. Intanto il sindaco di Casatenuovo, un Comune alle porte di Napoli, in un’altra dichiarazione ha anunciato l’intenzione – se l’artista lo vorrà – di acquistare la statua nata con un piede sbagliato mentre lo stesso artista ha anunciato che tra breve, a marzo, davanti al Menti di Vicenza, i tifosi potranno ammirare una statua dedicata a Pablito, il grande Paolo Rossi

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