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RIFLESSIONI – QUANDO IL MONDO DELL’ALDILA’ E’ SEMPRE PIU’ “TERRENO”

by Tito Taddei

E’ una intervista tutta da leggere quella che questa mattina Corriere del Veneto, il dorso del Corriere della sera, che viene distribuito appunto assieme al quotidiano di via Solferino in questa regione pubblica al suo interno. Proprio appena due settimane fa a Bologna si è tenuto un convegno su come oggi noi viviamo la morte. La pandemia, la guerra in Europa, la povertà che morde sempre più in Italia ha reso il trapasso come un qualcosa di meno “vissuto” e probabilmente come una incombenza, uno ostacolo da affrontare con la minima spesa. Proprio quest’anno anche un parroco, dopo aver officiato una cerimonia funebre, si era scagliato (fortunatamente solo qualche spintone) nei confronti di una famiglia che gli aveva dato, a suo parere, una miseria per la sua partecipazione alla messa. L’intervista pubblicata questa mattina dal Corriere del Veneto è una intervista con una istituzione che a Venezia ha rappresentato il mondo delle pompe funebri. Si tratta della Serenissima con una delle sue sedi nella splendida piazza di San Giovanni e Paolo a Venezia città. Racconta il titolare deciso a chiudere l’esercizio. «Negli anni è cambiato tutto. Non esiste più la tristezza, la persona dispiaciuta che entra in lacrime. L’unica cosa cui sono interessati è spendere poco. Neanche vogliono sapere che legno viene messo nella bara». E aggiunge: «Mi sono capitati funerali fatti 30 giorni dopo la morte perché i figli erano in vacanza e non volevano tornare», SI sente demotivato e affaticato: dal lavoro ma anche dalla città. «Prima i veneziani disprezzavano la terraferma – dice- ora si sono trasferiti tutti perché vivere in centro storico è difficilissimo. Ormai c’è spazio solo per il turismo» Ha scelto dunque di chiudere la sua agenzia nel centro storico di Venezia e, anche lui sull’onda che solo il prezzo motiva una eventuale clientela, ha deciso di vendere tutti gli oggetti comprese le bare che ruotano attorno al mondo dei defunti, con uno sconto che va da un minimo dal 20 al 40 per cento per ogni prenotazione ricevuta. Diverse le richieste  ricevute fino ad ora

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