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Buona occupazione e crescita sostenibile, il Patto per il Lavoro e per il Clima incontra il Commissario europeo Schmit

by redazione

Una priorità su tutte: il lavoro. Nuova e buona occupazione, secondo un modello di crescita sostenibile. Con l’estensione dei diritti, la riduzione della precarietà, regole condivise per la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavori, comparti, servizi e attività. Un “investimento senza precedenti sulle persone per ridurre le diseguaglianze e favorire la mobilità sociale”, come lo ha definito il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

E’ l’impegno comune che in Emilia-Romagna coinvolge tutte le componenti della società regionale, a partire da istituzioni e parti sociali: è la prima delle priorità del Patto per il Lavoro e per il Clima, siglato dalla Regione con enti locali, sindacati, imprese, Università, mondo della scuola e delle professioni, associazioni e Terzo settore, Camere di commercio, banche.

Un patto sociale che è anche una assunzione collettiva di responsabilità, dal lavoro estesa al completamento di una reale transizione ecologica.

Un organismo e uno spazio di condivisione che rappresenta un’esperienza unica nel Paese e che oggi in Regione, a Bologna, ha incontrato il Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit.

Al Tavolo odierno del Patto, presieduto dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha partecipato anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando.

Presenti anche il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi, e gli assessori allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla; all’Istruzione, Università e Ricerca, Paola Salomoni; alla Montagna, Programmazione territoriale e Pari Opportunità, Barbara Lori.

Bonaccini ha ricordato alcuni dei provvedimenti, passati e futuri, messi in campo dalla Regione: la legge regionale per l’attrazione di investimenti, quella in via di definizione per la permanenza e la valorizzazione dei talenti (le cui linee guida sono state presentate al Patto qualche settimana fa) e il recente accordo che individua il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro come priorità del sistema territoriale: “Un unicum nel Paese, a merito delle parti sociali che hanno voluto fare con noi un passo avanti rispetto ad una piaga inaccettabile per l’intera società”.

La Regione Emilia-Romagna condivide la decisione della Ue di fare del 2023 l’Anno europeo delle competenze e arriverà a definire diversi patti di competenze coerenti a quelle al centro della propria programmazione relativa alla Strategia di specializzazione intelligente (S3).

Per il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, quella del Patto è un’esperienza di cui fare tesoro: “L’Europa sarà chiamata a innovare gli strumenti del dialogo sociale e mi permetto di segnalare luogo e modalità scelte da questa regione per gestire la transizione e il cambiamento come una buona pratica. Penso davvero che tutte le forme di ascolto, innovazione, inclusione siano da valorizzare e diventare patrimonio comune all’interno dell’Unione Europea”.

Fra gli argomenti su cui ci si è confrontati, anche le scelte strategiche dell’Emilia-Romagna nell’ambito di una programmazione integrata e unitaria dei fondi regionali, nazionali ed europei, a cominciare dal Fondo sociale europeo, coordinata con i progetti del Piano di ripresa e resilienza finanziato col Next generation Eu.

L’impegno a investire sulle persone e sulle loro capacità, col Piano attuativo regionale del Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) e il progetto di legge regionale per attrarre talenti e alte competenze e la loro valorizzazione che la Giunta sta definendo.

Il Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro e la strategia integrata d’azione per ridurre infortuni e incidenti, un dramma a cui va posta fine.

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