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La DOP economy tiene – ecco il rapporto ismea-Qualivita 2021

by redazione
Le Denominazioni di Origine Protetta e le Indicazioni Geografiche Protette

Il ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli fa il punto sul nostro made in italy

“ pronti a sostenerli con le sfide europee e in ambito di PNRR , le DOP e IGP fondamentali per il made in Italy”

Il 14 febbraio è stato presentato il “Rapporto Ismea-Qualivita 2021 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP IGP STG” organizzata da Ismea e Fondazione Qualivita 

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Nel secondo anno di epidemia è stato davvero strategico l’impegno dei soggetti del comparto e delle istituzioni nel creare valore del territorio economico italiano sulla penisola.

  1. Grazie alla  dop economy e al lavoro di 200 operatori e 286 consorzi di tutela il ruolo strategico esercitato dai territori delle filiere confermano il patrimonio economico dei nostri prodotti non delocalizzabili.

LA conferma arriva

Risultati resi possibili dall’impegno di tutto il sistema con azioni di solidarietà, attività di sostegno agli operatori, accordi con i soggetti del mercato e un continuo dialogo con le istituzioni che, riconoscendo la valenza strategica del settore, hanno supportato attraverso apposite misure la continuità produttiva delle filiere DOP IGP, capaci di esprimere un patrimonio economico dei territori italiani per sua natura non delocalizzabile.

Nonostante un calo del – 2% avutosi nell’anno pandemico che ha interrotto un trend di crescita di 10 anni il valore delle nostre DOP IGP hanno prodotto valore per più di 16 miliardi confermando la tenuta del settore.

IMPATTO TRA NORD E SUD il sud cresce il nord tira

È il nord che che fa da matrice con le provincie di Treviso,Parma e Verona ma il sud cresce producendo un più del 7 % le 2 regione in corsa sono la Puglia e la Sardegna.

 L’agroalimentare italiano DOP,IGP,STG con i suoi 86mila operatori, 165 Consorzi autorizzati e 46 organismi di controllo mantiene quindi

Il valore della produzione nel 2020 con 7,3  miliardi con un fermo del 2020 del 3,8 percento ma con un trend dal 2010 del +29%.

L’export cresce invece nel 2020 con il 1,6 per cento.

DOP IGP STG nel mondo: lo scenario nel mondo e in Europa

PRIMI NEL MONDO

Al 31.12.2021 si contano complessivamente 3.249 prodotti DOP IGP STG nel mondo, di cui 3.043 registrati nei Paesi europei a cui si aggiungono le 206 produzioni DOP IGP STG riconosciute in 15 Paesi extra comunitari, compreso il Regno Unito. L’Italia conferma il primato mondiale per numero di prodotti certificati con 841 DOP, IGP, STG. Nel 2021 sono state registrate 43 nuove IG nel mondo, di cui 39 in 15 Paesi europei e 4 in Paesi extra-UE. L’Italia conta 3 nuove registrazioni nel comparto Cibo: Pistacchio di Raffadali DOP, Pesca di Delia IGP e Olio di Roma IGP.

FORMAGGI

La categoria dei formaggi conta 56 denominazioni e 25.830 operatori che generano un valore di 4,18 miliardi di euro alla produzione (-7,8%) pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP. Cresce la quantità certificata, ma cala il valore per alcuni formaggi DOP per le difficoltà di assorbimento del mercato interno, soprattutto per la chiusura dell’Horeca.

L’export sale raggiungendo più di 2 miliardi, Le prime cinque filiere per valore alla produzione sono Grana Padano DOP, Parmigiano Reggiano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Gorgonzola DOP e Pecorino Romano DOP

CARNI

I prodotti a base di carne contano 43 denominazioni e 3.877 operatori che generano un valore di 1,87 miliardi di euro alla produzione (-2,0%) pari al 26% del comparto Cibo DOP IGP. Le prime cinque filiere per valore alla produzione sono Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Mortadella Bologna IGP, Bresaola della Valtellina IGP, Speck Alto Adige IGP che complessivamente valgono 1,6 miliardi di euro. Le esportazioni raggiungono 555 milioni di euro (-6,3%) con gli effetti della pandemia legati ai prodotti che hanno i Paesi Extra-UE.

ACETI BALSAMICI

Il settore degli aceti balsamici conta 3 denominazioni e 672 operatori che generano un valore di 368 milioni di euro alla produzione (-5,5%) pari al 5% del comparto Cibo DOP IGP L’export vale 843 milioni di euro, interessa il 92% della produzione certificata e rappresenta il 22% delle esportazioni di Cibo DOP IGP Il comparto è territorialmente limitato alle province di Modena e Reggio nell’Emilia ed è guidato dall’Aceto Balsamico di Modena IGP cui seguono l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP.

ORTOFRUTTICOLI

Gli ortofrutticoli DOP IGP contano 118 denominazioni e 20.717 operatori che generano un valore di 404 milioni di euro alla produzione (+26,9%) pari al 6% del comparto Cibo DOP IGP. Le esportazioni interessano il 27% della produzione certificata a valgono 178 milioni di euro, con una crescita del +32,8%. In Trentino-Alto Adige si generano circa 207 milioni di euro, seguono Sicilia e Piemonte con 53 milioni di euro e 44 milioni di euro

OLI DI OLIVA

La categoria degli oli di oliva conta 49 denominazioni e 23.160 operatori che generano un valore di 71 milioni di euro alla produzione (-14,0%) pari all’1% del comparto Cibo DOP IGP. L’export vale 52 milioni di euro e interessa il 38% della produzione certificata DOP IGP

Vi è un calo della quantità certificata per il secondo anno di fila è condizionato dal crollo del Terra di Bari DOP, mentre si registrano risultati alterni per le altre denominazioni , risulta comunque marginale il peso del comparto DOP IGP sul settore dell’olio nazionale, anche se sembra crescere il ruolo delle IGP regionali registrate negli ultimi anni.

Le prime cinque filiere per valore sono Toscano IGP, Terra di Bari DOP, Sicilia IGP, Val di Mazara DOP e Riviera Ligure DOP che in totale valgono 47 milioni di euro.

CARNI FRESCHE

Le carni fresche DOP IGP contano 6 denominazioni e 10.293 operatori che generano un valore di 92 milioni di euro alla produzione (-0,5%) pari all’1% del comparto Cibo DOP IGP. L’export raggiunge 10 milioni di euro (+1,0%) e coinvolge il 9% della produzione certificata. In crescita le prime tre denominazioni per ordine di valore generato Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, Agnello di Sardegna IGP, Agnello del Centro Italia IGP, mentre mostrano valori in calo le produzioni di Abbacchio Romano IGP e Cinta Senese DOP.

PASTE , PASTICCERIA,PANETTERIA, CIOCCOLATO

Le Paste alimentari si affermano come 5° categoria in assoluto per valore alla produzione con 240 milioni di euro, grazie alla Pasta di Gragnano IGP, 9° prodotto del comparto Cibo IG. Bene la categoria Panetteria e pasticceria con 82 milioni di euro trainata da Piadina Romagnola IGP (50 milioni €) e Cantuccini Toscani IGP (24 milioni €) a cui si aggiungono segnali positivi dai pani DOP. Fra le altre categorie (9 milioni €) bene soprattutto Cioccolato e Pesci e molluschi.

Cesare Mazzetti - Presidente Fondazione Qualivita
Angelo Frascarelli
Angelo Frascarelli - Presidente ISMEA
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