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Modena – In un seminario il difficile ruolo dei collaboratori di giustizia

by Tito Taddei

Giovedi 24 febbraio alle ore 15.30, presso l’Aula Magna “Giuseppe Dossetti” del Dipartimento di Giurisprudenza Unimore (Via San Geminiano, 3 – Modena), si terrà un momento di studio dedicato al sistema di protezione dei testimoni e collaboratori di giustizia in Italia. L’evento, organizzato da Unimore, Comune di Modena e Centro Documentazione e Studi sulla Legalità, vedrà la partecipazione del Dott. Nicola Zupo, Direttore del Servizio Centrale di Protezione, e di altri esperti del settore, che discuteranno della situazione attuale e delle sfide future per il sistema di protezione.

La protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia è uno strumento importante per garantire l’incolumità di quanti si trovano in situazioni a rischio. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla capacità di garantire la segretezza dell’identità dei testimoni e di fornire loro un supporto adeguato. Inoltre, il sistema di protezione dei testimoni si trova di fronte a nuove sfide, come la diffusione di internet e dei social media, che possono rendere più difficile salvaguardare l’identità delle persone protette.

Durante il convegno, gli esperti analizzeranno i principali problemi del sistema di protezione e forniranno un quadro completo della situazione attuale.

Dopo i saluti istituzionali del Prof. Elio Tavilla, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Unimore, e del Dott. Andrea Bosi, Assessore con delega alle Politiche per il lavoro e la legalità del Comune di Modena, il Dott. Nicola Zupo, Dirigente Superiore della Polizia di Stato e Direttore del Servizio Centrale di Protezione, tratterà del sistema di protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia, descrivendo le attività del Servizio Centrale di Protezione che rappresenta uno dei pilastri fondamentali previsti dalla normativa che regola il sistema di protezione in Italia. Coordinerà i lavori la Prof.ssa Laura De Fazio, Docente di Criminologia presso il Dipartimento di Giurisprudenza Unimore.

L’attività svolta dal Servizio centrale di protezione e dai nuclei di protezione regionali o interregionali è tanto delicata quanto poco conosciuta, anche in considerazione dell’elevato livello di segretezza nel quale deve svolgersi.

Infatti, i testimoni e collaboratori di giustizia ai quali viene concesso un programma di protezione che sovente coinvolge anche i loro familiari, a prescindere dalle ragioni per le quali hanno deciso di offrire la propria collaborazione, diventano persone che devono improvvisamente perdere la propria identità arrivando a mimetizzarsi in un nuovo contesto sociale, lavorativo, scolastico e abitativo. Ed è proprio al Servizio centrale di Protezione che spetta di occuparsi della loro protezione e di fornire adeguata assistenza, che si rivelano compiti di estrema delicatezza e complessità, considerato che si tratta di persone la cui esistenza è ad altissimo rischio.

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