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Modena – L’edificio occupato dal rave party diventerà una vetrina delle eccellenze

by Tito Taddei

L’area del capannone di via G. B. Marino a Modena, occupato in occasione del Rave party di ottobre, è “in una posizione di grande di visibilità e potrebbe essere una vetrina straordinaria per i servizi alla mobilità, come ad esempio un distributore di idrogeno o altri interventi nel settore, oppure per l’agroalimentare, una delle eccellenze del territorio, anche con uno spazio di produzione agricola”.

Lo ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 2 febbraio, in risposta all’interrogazione di Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) sul capannone di proprietà della famiglia Bompani a Modena nord, immaginando una possibile trasformazione dello spazio che l’ottobre scorso è stato occupato abusivamente per lo svolgimento di un rave party. Il consigliere ha chiesto, in particolare, se il Comune è in contatto con l’attuale proprietà dell’immobile, quali siano le sue intenzioni per il futuro del complesso e “se corrisponda al vero che l’attuale proprietà abbia già proposto all’Amministrazione in più occasioni progetti per il recupero dell’area e, in caso di risposta affermativa, quali siano state le risposte del Comune e come mai la situazione sia in ‘stallo’”.

L’assessora, dopo aver sottolineato che “i privati devono evitare di lasciare abbandonato, incustodito e accessibile il proprio patrimonio”, ha spiegato che comunque la proprietà ha adempiuto all’ordinanza comunale con la quale, dopo l’occupazione abusiva, è stata imposta la “delimitazione dell’area per impedire l’accesso da parte di estranei”.

Vandelli ha poi precisato che l’Amministrazione è in contatto con tutti i privati proprietari e che, nonostante i carichi importanti che gravano sullo sportello per l’edilizia (“il 2022 si è concluso con oltre 5000 pratiche, raddoppiando la media degli ultimi otto anni”), è sempre disponibile al confronto e a istruire pratiche su eventuali progetti che vengono presentati. “Nel caso specifico – ha proseguito facendo riferimento a una serie di illustrazioni mostrate in Consiglio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli – sul comparto la proprietà in passato aveva presentato un’ipotesi di grande interesse, cioè la realizzazione all’interno del capannone di un kartodromo per kart elettrici, all’interno della filiera dell’automotive. Ci siamo detti disponibili a valutare il progetto con lo strumento della deroga – ha aggiunto – fermo restando l’esito del voto del Consiglio, i necessari studi di sostenibilità e il contributo alla collettività in termini di costi di urbanizzazione dell’area, ma l’operazione non è partita perché la proprietà non ha raggiunto un accordo con il fondo di investimento”

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