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Prodotti Dop e Igp Veneto, al Parlamento Europeo il dissenso al Nutri-Score

by redazione

I consorzi di tutela DOP e IGP del Veneto e del Consorzio Tutela Formaggio Asiago sono contrari ad un sistema armonizzato ed obbligatorio di etichettatura nutrizionale denonimato Nutri-score

18 maggio prossimo, saranno presenti all’evento “The Journey Toward Harmonized Front of Pack Labelling and Its Impact on Sustainable Food Labelling” promosso al Parlamento Europeo da European Food Forum, il forum indipendente dedicato a favorire il dialogo sui sistemi alimentari sostenibili per far sentire la loro voce contraria all’etichettatura a semaforo Nutri-Score.

Entro la fine del 2022, la Commissione Europea, nell’ambito della strategia Farm to Fork, si è impegnata ad armonizzare le etichette frontali di tutti i prodotti. Nel contesto del confronto in corso, i produttori dei consorzi di tutela DOP e IGP veneti che aderiscono ad AREPO (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti d’Origine), insieme al Consorzio Tutela Formaggio Asiago, esprimono il loro dissenso all’introduzione del Nutri-Score, l’etichetta a semaforo che attribuisce un colore “sfavorevole” ai vini veneti e a gran parte dei prodotti come il formaggio Asiago DOP, classificato col colore arancione e la lettera D – in una scala colorata, da verde scuro a rosso, e con lettere, da A a E, per indicare quanto un alimento sarebbe sano o da evitare.

Flavio Innocenzi, portavoce dei produttori dei consorzi di tutela DOP e IGP veneti in AREPO e direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago intende stimolare la riflessione sull’impatto negativo che un’etichettatura a semaforo potrebbe avere sul sistema delle denominazioni d’origine europee.

 la classificazione a semaforo Nutri-Score risulterebbe eccessivamente semplificata, priva di informazioni importanti sull’equilibrio nutrizionale o l’apporto alimentare, in contrasto proprio con l’obiettivo di orientare le scelte dei consumatori verso alimenti più sani che l’Unione Europea si prefigge. Allo stesso tempo, le indicazioni geografiche, seguendo un disciplinare di produzione, non hanno la stessa flessibilità dell’industria e, dunque, saranno le prime a subire i contraccolpi di una classificazione che penalizzerà i consumi senza riconoscere il fatto che già godono di uno status specifico nella normativa comunitaria per la loro funzione culturale, sociale ed economica. 

Una riflessione confermata da un’indagine di Ipsos per l’Osservatorio Waste Watcher International, realizzata su un campione di 7 mila cittadini di Stati Uniti, Russia, Canada, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia: per 3 consumatori su 4 le informazioni nutrizionali in etichetta potranno influenzare significativamente le scelte nel carrello e 4 su 10 sono orientati a cambiare i consumi in ragione dei colori apposti sulle etichette.

Falvio Innocenti
nutriscore

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