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Riflessioni – Quel senso di povertà e solitudine che ci sta attorno

by Tito Taddei

 

Non ho dubbi che questo Natale è sicuramente diverso dai tanti che abbiamo conosciuto. Mai come in questi giorni io sento (sarà una mia impressione) un senso di solitudine e povertà. Il senso della comunità che ci trasmette (per un credente) la Natività appare come una utopia difficile da raggiungere. A Bologna qualche giorno fa è morto dal freddo, nella centralissima via San Felice, un senzatetto di 75 anni. Aveva scelto come sua dimora una panchina usata, in estate, da avventori di un noto negozio della zona. Quando le luci dei negozi si spegnavano, la gente entrava nelle proprie abitazioni, lui trovava rifugio in questa panchina. Nessun muro o paravento che poteva dargli un minimo riparo. Gli anni che si fanno sentire , forse qualche patologia nascosta non gli hanno permesso di superare quella lunga e fredda notte. E’ stato scoperto da un passante alle cinque del mattino mentre portava fuori il cane. La posizione in cui si trovava l’uomo sulla panchina non lasciava dubbi: era morto d’ipotermia. I servizi sociali gli avevano proposto un letto nelle camerate in cui trovano rifugio i sempre più numerosi senzatetto “bolognesi”. Si era rifiutato: gente troppo violenta e nello stesso tempo un evidente rischio di essere rapinato. Proprio oggi nell’altrettanto centrale via Indipendenza ho contato una decina di persone che dormiranno questa notte sul pavimento dei ‘portici. In una delle vetrine dell’Arena del sole, il celebre teatro della città, da qualche mese si è creato un rifugio un’ altro disperato. Ottima decisione quello della Direzione (presumo) di lasciarlo li, ma certo fa una certa impressione entrare in questo locale e vedere (ed accettare) come un fatto inevitabile questo modo di vivere. In via Amendola, sempre a Bologna, quasi di fronte alla Stazione Centrale dei treni, una donna, anche lei senza una abitazione, ha creato sul freddo pavimento una piccola porzione di quella che potrebbe essere la sua casa. Una sedia assai dismessa dove potere stare seduta e vedere la gente passare. Il suo lettino (senza materasso) con leggera trapunta è stato posizionato accanto. Decine e decine di persone le passano accanto, ma lei è come non le vedesse. Si trova rinchiusa nella sua ipotetica abitazione e quando è seduta sulla sedia è come si sporgesse, nella sua fantasia, da una finestra dove potere vedere passare la gente. Con questa mia riflessione l’augurio che il 2023 possa portare un po’ di serenità a queste persone e a noi la speranza di essere sempre consapevoli di quello che ci sta accadendo attorno con lo stupore di quanta solitudine e povertà esista

 

(foto archivio)

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