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UNICEF/Istruzione: 1 piattaforma digitale per l’apprendimento su 3 sviluppata durante la pandemia da COVID-19 non è più attiva

by redazione

– Il nuovo rapporto ‘Pulse Check on Digital Learning’ esamina lo stato attuale dell’apprendimento
digitale con una primissima mappatura di 471 piattaforme nazionali in 184 Paesi.
– Oltre il 70% delle piattaforme non offrono funzionalità offline. Solo il 49% delle piattaforme nei
paesi ad alto reddito e il 18% delle piattaforme nei paesi a basso reddito possono essere utilizzate
offline;
– La maggior parte delle piattaforme, il 67%, non fornisce contenuti coinvolgenti;
– Solo il 22% delle piattaforme di apprendimento digitale contiene funzioni che le rendono
accessibili ai bambini con disabilità;
– L'85% delle piattaforme era compatibile con i dispositivi mobile.
13 dicembre 2022 – Un rapporto dell’UNICEF lanciato oggi rileva la stagnazione dell’accesso
all’apprendimento digitale ottenuto durante la pandemia da COVID-19, in quanto un terzo delle
piattaforme sviluppate a livello nazionale sono state completamente chiuse, sono obsolete o non più
completamente funzionanti, limitando gli approcci di apprendimento per aiutare i bambini a recuperare la
loro istruzione.
Secondo il rapporto, se pianificate e facilitate in modo efficace, le opportunità di apprendimento digitale di
qualità, inclusive ed eque possono integrare altri approcci di apprendimento e aiutare gli studenti a
recuperare ciò che hanno perso durante la pandemia e la crisi di apprendimento preesistente.
Il rapporto, Pulse Check on Digital Learning, esamina lo stato attuale dell’apprendimento digitale
concentrandosi su cinque elementi vitali, tra cui politiche e finanziamenti, piattaforme e contenuti,
insegnanti e leadership scolastica, alfabetizzazione digitale e opportunità di apprendimento olistico, con
l'obiettivo di trasformare i sistemi formativi. Il documento contiene anche la primissima mappatura di 471
piattaforme nazionali in 184 Paesi realizzata dall'UNICEF e da EdTech Hub.
I risultati mostrano trend promettenti in diversi paesi, come lo sviluppo di piattaforme digitali,
rivalutazione delle priorità e partnership innovative. Ma la stagnazione sta mettendo i progressi raggiunti
durante gli scorsi pochi anni a rischio di regressione. I risultati comprendono:
 Anche se metà della popolazione mondiale è ancora offline, oltre il 70% delle piattaforme non
offrono funzionalità offline. Solo il 49% delle piattaforme nei paesi ad alto reddito e il 18% delle
piattaforme nei paesi a basso reddito possono essere utilizzate offline.
 La maggior parte delle piattaforme, il 67%, non fornisce contenuti coinvolgenti, nonostante
l'interattività sia una componente centrale dell'apprendimento incentrato sullo studente, e la
maggior parte offre solo contenuti statici come video e PDF di libri di testo.
 Solo il 22% delle piattaforme di apprendimento digitale contiene funzioni che le rendono
accessibili ai bambini con disabilità. Anche tra le poche, le funzioni sono basilari, come i sottotitoli
per non udenti e ipoudenti per i video.
 L'85% delle piattaforme era compatibile con i dispositivi mobili, la modalità di apprendimento più
comunemente disponibile nei Paesi a basso e medio reddito.
 La maggior parte delle piattaforme di apprendimento digitale (84%) offriva funzionalità che
utilizzavano tutte le lingue nazionali di un Paese.

Il rapporto chiede a policymaker, settore privato, agenzie di ricerca, organizzazioni internazionali e locali e
alla società civile di dare priorità a un approccio olistico all’istruzione. Questo comprende l’incorporazione
dell’apprendimento digitale nelle politiche e nei piani nazionali; incrementare le risorse dedicate
all’apprendimento digitale; affrontare i divari digitali e di utilizzo, formare e dare maggiori strumenti a
insegnanti, dirigenti scolastici, studenti e chi se ne prende cura; seguire gli studenti nel loro percorso di
apprendimento, attraverso contenuti divertenti ed educativi e un mix di tecnologie.
"Quasi il 90% delle dichiarazioni d'impegno nazionali rilasciate al Transforming Education Summit hanno
evidenziato l'apprendimento digitale e la necessità di rafforzarlo", ha dichiarato Leonardo Garnier,
consigliere speciale delle Nazioni Unite per il Vertice. "Per sfruttare veramente il potenziale della
tecnologia, dobbiamo evitare di replicare semplicemente in forma digitale gli errori commessi
nell'istruzione tradizionale in presenza. Se applicata con approcci pedagogici validi, la tecnologia può
contribuire a mettere gli studenti al centro, consentendo la creazione di comunità di studenti legate da
domande e interessi comuni".
“Oggi i governi si trovano di fronte a un punto cruciale: continuare con lo status quo, con il rischio di non
riuscire a formare un'intera generazione, oppure investire in iniziative efficaci dal punto di vista dei costi,
tra cui l'apprendimento digitale, per trasformare i loro sistemi formativi", ha dichiarato Robert Jenkins,
Direttore dell'UNICEF per l'Istruzione.
L'UNICEF è all'avanguardia negli approcci equi alle iniziative edtech, in modo da offrire a ogni bambino un
apprendimento personalizzato attraverso soluzioni digitali di livello mondiale. Questo include la più recente
iniziativa multipartner lanciata al Transforming Education Summit dall'UNICEF e dall'UNESCO – Gateways to
Public Digital Learning – per creare e rafforzare piattaforme e contenuti per l’apprendimento digitale
inclusive.

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