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Verso il Congresso- Paola De Micheli (mozione Micheli): il Pd è un partito misogino

by Tito Taddei

Continua il nostro viaggio verso il Congresso Nazionale del Partito Democratico. Dopo avervi presentato nei giorni scorsi la mozione che si rifà all’ex Vice Presidente della Regione Emilia Romagna  ed ora Parlamentare Elly Schlein; oggi diamo la parola ad una seconda mozione (su un totale di quattro) che porta la firma della piacentina Paola de Micheli (t.t.)

 

Onorevole Paola De Micheli oggi che cosa è il Partito Democratico?

E’ un partito in crisi, che è alla ricerca di una propria identità, che ha provato a cambiare la propria classe politica che è uscita sconfitta dal voto del 25 settembre. E’ un partito che possiede poca capacità di discutere le idee. E’ una forza politica guidata da una oligarchia che non tiene conto dell’opinione degli iscritti. La mia rivoluzione organizzativa sarà esattamente questa: se ti iscrivi al Partito Democratico devi contare qualcosa anche perchè l’esodo degli iscritti che stiamo assistendo, in questi ultimi anni, è figlia della mancanza della partecipazione che senza una decisione non completa il processo democratico in un partito

Essere donna la facilita o no ad arrivare alla Segreteria?

Sicuramente è un problema. Essere donna in un partito come quello Democratico è un problema perchè è un partito misogino e maschilista però io credo che valga la pena fare questa corsa per le altre donne sia per quelle che mi sostengono, ma anche per quelle che non mi sostengono. Ne valga la pena perchè io sono una donna militante che in questa comunità vi è rimasta sia nella buona che nella cattiva sorte. Lo ritengo un grande valore. Conoscere il partito, provincia per provincia, comune per comune è sicuramente un valore aggiunto. Non può essere un problema. Inoltre io ritengo di conoscere bene il mio Paese non solo per quello che ho fatto, ma perchè l’ho girato in lungo e in largo affrontando qualunque problema. Ed è per questa ragione che nel libro che promuovo in questo periodo ci sono molte proposte sul lavoro, sulla legalità, sul fisco.. Riforme vere che il Partito Democratico può proporre in Parlamento dopo che sono state votate dagli iscritti per mettere in questo modo, spalle al muro, la Meloni che è già in difficoltà sulla questione delle accise

Perchè queste riforme non sono state applicate prima?

Io credo che nel Partito Democratico ci sia stato un eccesso di zelo nell’essere un partito di sistema che poi è sfociato in una condizione di potere permanente. Proprio per questa ragione io credo che sia finita una epoca dato che non siamo più un partito di sistema. Prima Draghi e poi gli stessi elettori Italiani hanno sdoganato la destra, che più destra non c’è, portando al governo la Meloni. Ed è per questa ragione che noi dobbiamo tornare ai nostri valori fondativi immaginando un partito che non abbia più l’obbligo della responsabilità ma abbia il dovere dell’identità. E’ una cosa molto diversa. Io credo che questo Congresso debba avviare verso un desiderio collettivo di cambiare il mondo smettendola di pensare che sia un Partito che serve i bisogni individuali del gruppo dirigente

Il Movimento 5 stelle è una forza di sinistra?

I 5 stelle hanno alcune posizioni di sinistra ma ovviamente hanno la possibilità, diciamo così, di muoversi con elementi meno valoriali della sinistra. Negli ultimi tempi Conte ha fatto di tutto per spostare a sinistra il partito dopo che noi abbiamo governato con loro. Io ritengo che ci sia, anche in questo Congresso, in maniera chiara, una subalternità nei confronti di Conte. Io penso invece che il Partito Democratico, per prima cosa, si deve rinforzare per poi arrivare ad una situazione dove saranno gli altri partiti a chiedere di fare delle alleanze con noi. Io credo ancora che la subalternità sia stato uno dei problemi: all’inizio culturale rispetto a modelli di globalizzazione selvaggia e poi di leaders visto che abbiamo sempre pensato che tutto quello che proveniva dal di fuori era migliore del nostro

Due cose che farà se venisse eletta Segretaria?

Farò due cose. La prima dare voce agli iscritti con una riforma del Partito facendogli tornare la voglia ad iscriversi con noi. La seconda invece convocherò le parti sociali per riscrivere un nuovo statuto dei lavoratori. Il mondo è cambiato, il lavoro è cambiato, non siamo più negli anni settanta dello scorso secolo e ci sono nuovi diritti sociali come la maternità, il lavoro o il salario minimo

 

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