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La salsiccia al ceppo è il 51esimo presidio Slow Food

by redazione
  • Dopo il Fagiolo dei Nebrodi di Carrazzo e il Miele di Timo di Virgilio, adesso è il momento della salsiccia al ceppo di Linguaglossa.
  • Questo insaccato viene prodotto ancora oggi artigianalmente nel versante nord orientale dell’Etna, in tre piccoli comuni della provincia di Catania, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Piedimonte Etneo.
  • Per la sua realizzazione occorrono ben 5 taglio di maiale tagliati al coltello sulla chianca
  • Ancora oggi questo insaccato viene prodotto artigianalmente in tre piccoli comuni della provincia di Catania, a nord-est dell’Etna, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Piedimonte Etneo.
  • Per realizzarlo bisogna tagliare con un coltello  ben 5 pezzi di maiale (coscia, pancetta, lardo, capocolo e spalla) sulla chianca.
  • La Chianca non è altro che un tronco, un tronco di quercia dell’Etna usato con cura può durare decenni.Sale, pepe nero e finocchietto selvatico aiutano a condire la salsiccia. In alcuni casi i produttori possono aggiungere più aromi, come cipolle lunghe, provola affumicata, pomodori, anche su richiesta dei clienti.Dopo la preparazione e la stagionatura, infilare le cose preparate in budelli naturali legati con una corda a formare un nodo di circa 10-15 cm, che serve per fare salsicce lunghe diversi metri.
  • Un prodotto speciale da tutelare, una ricetta tramandata di generazione in generazione dai macellai locali.

Un riconoscimento, quello del presidio Slow Food, che è stato ottenuto nonostante il Covid in meno di un anno

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