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La tradizione dei Campanacci di Bema

by Roberto Comanducci

La tradizione dei campanacci di Bema, in provincia di Sondrio, è una festa popolare che si svolge ai primi di marzo per celebrare l’arrivo della primavera. I bambini del paese, vestiti in modo bizzarro con il viso dipinto e originali copricapi, girano per le strade suonando rumorosamente i campanacci per risvegliare l’erba e invitarla a ricrescere dopo il lungo inverno.

Questa usanza, chiamata “ciamà l’erba”, è diffusa in tutta la Valtellina e la Valchiavenna. Dura due giorni e prevede anche una cena a base di frittelle e manzóla la prima sera solo per i giovani, mentre la seconda sera i ragazzi invitano le loro fidanzate o si scelgono un partner se non ce l’hanno. Si cena, si canta e si balla fino all’alba.

Ogni quattro anni le ragazze sostituiscono i ragazzi come protagoniste della festa, invitando loro i fidanzati. L’unico elemento rimasto del rito pastorale originario è la grossa zampogna portata a tracolla dai partecipanti durante la processione per le vie del paese.

Questa tradizione, come molte altre in Valtellina, è legata al mondo contadino e rurale e viene riportata in vita ogni anno per ricordare usi e costumi del passato. I bambini sono spesso i protagonisti di questi eventi folkloristici, come nel caso dei “Gabinat dell’Epifania” o del “Sunà da Mars” ad Aprica.

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